Franciacorta Brut DOCG Satèn

Scritto da: Amministrazione Original In: Vini Su: giovedì, marzo 16, 2017 Commento: 0 Colpire: 2105

Nelle terre di Lombardia esiste una piccola area a sud del lago d’Iseo in provincia di Brescia famosa in tutto il mondo per essere uno degli epicentri della produzione di spumanti di qualità in Italia: la Franciacorta.

Il nome deriva da “curtes francae”, riferito ai primi insediamenti dei monaci benedettini risalenti all’alto medioevo, monaci che assolvevano anche al compito di istruire i contadini sulle tecniche di coltivazione, in particolare quella della vite, in uso a quel tempo. Le “curtes” infatti erano i principali centri del commercio dell’epoca dove appunto venivano messi in vendita i prodotti coltivati.

Ma l’area era già stata utilizzata in epoche passate per la coltivazione della vite. A dimostrazione di questa tesi ci sono i ritrovamenti fossili di vinaccioli (i piccoli semi all’interno degli acini) risalenti all’epoca preistorica. Della vocazione vitivinicola dell’area ne parlano anche autori classici come Plinio e Virgilio, ma tracce più recenti si hanno anche tra le cronache medievali dei Longobardi.

Qualcuno potrebbe pensare a questo punto che la Franciacorta doveva per forza di cose essere un’area predestinata al successo nel campo enologico, e probabilmente è stato davvero così, ma la vera rivoluzione si ebbe solo negli anni Sessanta del secolo appena passato, quando una decina di imprenditori investì in quella che sarebbe diventata, al pari dell’astigiano,  la patria del Metodo Classico, ovvero la produzione di spumanti di qualità.

La crescita, sia in termini di produzione che di qualità, è stata rapidissima, tanto da fregiarsi rapidamente del marchio DOCG e portare lo Spumante prodotto in Franciacorta a livelli di assoluta competitività con marchi d’oltralpe che producono il più famoso Champagne.

Oggi la punta di diamante della produzione dello Spumante è il Franciacorta Brut DOCG Satèn, prodotto esclusivamente con uve bianche come Chardonnay e Pinot Bianco e con una pressione in bottiglia inferiore – per disciplinare – ai 5 bar, in modo da sviluppare una schiuma setosa ed un gusto vellutato.

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